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Tonco
26 Settembre 2020
GAL Basso Monferrato Astigiano
Si trattava di avviare e consolidare le basi di quella identità di area che appariva necessaria sia per un buon risultato Leader, sia per la definizione (in termini socio-economici e culturali) di quel “Monferrato Astigiano” che allora appariva come una potenzialità ricca di sviluppi futuri, ma che non esisteva se non nella storia, nella cultura, nelle tradizioni, disperso nell’identità forte ed eccessivamente ed orgogliosamente autoreferenziale di circa settanta piccoli Comuni, tutti derivati da piccoli feudi di origine medioevale.
Il risultato più importante è stato la realizzazione, da parte delle Pro Loco (coinvolte ovviamente in prima persona a livello organizzativo e promozionale), ma anche dei Comuni, di uno “scatto” culturale verso un “plus” che si è rivelato acquisito in modo definitivo, senza possibilità di “ritorno” a modelli di comportamento, di “presentazione” e gestione delle iniziative che si erano irrigiditi su immagini vecchie, aderenti agli aspetti più deteriori della “ruralità”, incapaci di riproporsi ai giovani senza perderne i contenuti originali e di fondo, incapaci altresì di proporsi come stimolanti ai “visitatori” (turisti) che sempre più numerosi cominciavano a subire il fascino di quest’area “vergine” non ancora toccata dai fenomeni che andavano caratterizzando la Langa.
Si è così preparato il terreno per LEADER+, per un altro intervento “esemplare”: il progetto “Ritorno alla Fiera”.

Ciò che è stato perseguito anche con i bandi nel settore agricolo. Al di là degli investimenti specifici di settore, grande interesse ha suscitato la possibilità di realizzare punti di vendita diretta al pubblico da parte delle Aziende più evolute, avviate nella direzione strategica che avrebbe caratterizzato LEADER+: la realizzazione di filiere corte mirate al rapporto diretto con il consumatore- visitatore, dotate pertanto di quei caratteri di verifica e tracciabilità del prodotto che si pone come obiettivo di fondo di quest’area.

LEADER+ ha indicato nel “Prodotto Turismo” il prodotto strategico in cui vengono a confluire, per una ulteriore definitiva valorizzazione, tutti gli interventi mirati al recupero e alla valorizzazione degli altri Prodotti di un’Area rurale: Prodotti dell’Agricoltura, Prodotti dell’Artigianato, Prodotti della Cultura intesa in senso lato. Ne è derivato che tutti gli interventi programmati, in misura minore, indiretta, o in misura maggiore (diretta) hanno valenze che ineriscono il settore turistico.
In ambito agricolo si è inteso consolidare le filiere corte relative ai prodotti considerati trainanti (vino di nicchia, carne bovina, salumi tradizionali, nocciola) con particolare interesse alla commercializzazione diretta e al rapporto con agriturismi e ristoranti in modo da dare e valorizzare la connotazione territoriale dei prodotti stessi: viene avviato in tal modo un processo mirato a rendere il prodotto agricolo e dell’artigianato agroalimentare una vera e propria risorsa attrattiva del territorio, capace di integrare le risorse ambientali (cui i prodotti sono sempre più collegati direttamente) culturali e artistiche.
L’”andar per colline” potrà essere arricchito da profumi e sapori connessi ad un particolare luogo o paese.

In ambito artigianale l’intervento di riferimento è stata la creazione e l’allestimento di uno showroom dell’artigianato tradizionale dell’area, situato in un punto strategico di accesso al Monferrato Astigiano (nei pressi dell’ingresso-uscita autostradale di Villanova d’Asti).
Qui verranno presentati, accolti in un sito accessibile da adeguata postazione informatizzata, le aziende operanti sul territorio e i loro prodotti (di cui una campionatura verrà accolta in una sorta di mostra permanente) suddivise per settore e per paese, individuabili anche logisticamente tramite segnalazione sulle planimetrie dei singoli Comuni.
Il luogo ha ospitato ed ospiterà laboratori artigianali aperti a tutte le fasce di popolazione, ai residenti di seconde case, ai turisti stanziali, e mirati a far conoscere (e praticare direttamente) quei “mestieri di nicchia” che ancora sopravvivono in funzione di una persistente domanda di manufatti e di un saper fare non legati al trend del momento, ma da sempre dotati di fascino.
In ambito culturale si può affermare che tutti gli intervanti (immateriali e materiali) si collocano nella direzione del coordinamento, del recupero, della valorizzazione delle risorse dell’area, fino alla vera e propria creazione di nuovi punti museali/ecomuseali.