ico lan it ico lan uk

Il medioevo e la nascita dei Borghi Castellani

Con la decadenza dell'impero romano l'antica floridezza della Liguria e del Piemonte meridionale si affievolì: vi transitarono i Goti invasori fino a che, nel 568, i Longobardi occuparono l'intera Italia settentrionale. Hasta, per la sua posizione e la sua tradizione di municipium, fu eletta a sede di Ducato.
Nel 774 i Longobardi furono sconfitti dai Franchi: ai Ducati si sostituirono i Comitati, Hasta si trasformò in Contea.
Per tutto il secolo IX si sviluppò il sistema feudale, legato all'organizzazione regia creata da Carlo Magno: quando quest'ultima, alla fine del secolo, cominciò a cedere, si aprirono vasti spazi di potere per i grandi feudatari e per la Chiesa. Molti beni pubblici diventarono di proprietà dei Vescovi.
Per tutto il secolo X si consolidò il potere dei Vescovi-Conti, padroni della città e del contado. In questo periodo si costruirono le Pievi che divennero fulcri religiosi di nuclei abitati: esse, insieme ai Ricetti e alle Curtes, dettero vita poco dopo ai borghi castellani e alle Villae Novae che avrebbero popolato il territorio astigiano.
Del 962 è un Diploma di Ottone I imperatore a favore di Bruningo, potente Vescovo di Asti, nel quale vengono elencati Castra, Pievi e Curtes a conferma delle proprietà della Diocesi: questo è uno dei primi documenti in cui si trovano citati i toponimi dei borghi astigiani e monferrini.
Asti e il suo territorio erano tuttavia ambiti e indirettamente controllati da tre potenti Signori feudali. I primi erano gli Arduinici, Conti d'Ivrea: la contessa Adelaide, energica e ambiziosa, ebbe per molti decenni grande influenza su Asti ed il suo contado; c'erano poi i Marchesi del Monferrato, discendenti di Aleramo, al quale nel 958 il re Berengario aveva concesso vasti domini; infine i Conti (poi Marchesi) del Vasto, altro ramo discendente da Aleramo, le cui terre circondavano Asti a Sud fino al mare. A Nord Ovest si sarebbero presto presentati i Savoia.
Nei primi decenni del secolo XI cittadini e piccoli feudatari cominciarono a ribellarsi al Vescovo: si profilava all'orizzonte l'era dei Comuni.
In un Diploma del 1041, richiesto espressamente dal Vescovo di Asti, Enrico II confermava i possedimenti della Diocesi. I cambiamenti in atto erano tuttavia ormai irreversibili: verso la fine del secolo i ricchi banchieri e commercianti astigiani erano rappresentati, nel governo della città, da due Consoli, mentre sempre più ampio era il conflitto tra la città ed il Vescovo.
Alcuni storici datano al 1095 la nascita del Comune di Asti: il Vescovo cedeva ai Consoli il controllo dell'importantissimo Castello di Annone, simbolo del dominio sul territorio astigiano.
Seguendo il crescente potere del comune di Asti, molti feudatari laici del contado si staccarono dalla Chiesa e si allearono con gli Astesi: essi donavano il feudo al comune e ne ricevevano l'investitura di vassalli.
Asti si preoccupava soprattutto di controllare le vie di transito per il mare e per la Francia: già nella prima metà del secolo XII si delineò il conflitto con i Signori vicini e in particolare con il Marchese del Monferrato che contestava al Comune molti territori di confine.
Le tre Bolle Papali del 1153, 1154, 1156 a favore del Vescovo di Asti rappresentarono l'estremo tentativo di confermare un potere vescovile ormai al tramonto.