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Il conflitto tra Asti e il Marchesato

Nella seconda metà del XII secolo le due concezioni politiche del tempo si scontrarono facendo esplodere il conflitto tra i comuni italiani e l'imperatore, conflitto che si sarebbe radicato all'interno dei comuni stessi come lotta sorda e secolare tra Guelfi e Ghibellini.
Il comune di Asti fu dapprima alleato di Federico Barbarossa, che ne riconobbe con Diplomi (1159) la fedeltà; poi aderì alla Lega Lombarda. Il Barbarossa intanto cercava alleanze presso i grandi feudatari: nel 1164, con il Diploma di Belfort, investiva il Marchese del Monferrato dell'Alta Signoria di numerosi feudi del Nord Astigiano.
La battaglia di Legnano (1176) seguì di poco la sconfitta del Marchese del Monferrato a Montebello (1172), ad opera di Astesi ed Alessandrini alleati. Tali vicende favorirono altre numerose richieste di sottomissione e cittadinanza fatte dai piccoli Signori del contado al comune di Asti.
All'inizio del 1200 il Marchese del Monferrato aveva ritrovato forza e prestigio sufficienti per contrastare validamente le mire espansionistiche di Asti verso Est. Asti si espanse allora verso Sud acquistando con il denaro feudi e territori, in concorrenza con il comune di Alessandria. Quest'ultimo, con Alba, fu in seguito sempre ostile alla politica astigiana, ambiziosa ed aggressiva: molti furono i conflitti che Asti intraprese con i vicini; in particolare i Savoia e gli alessandrini, dai quali uscì sempre vittorioso.
In questo stesso periodo sorgevano i primi contrasti interni tra Guelfi e Ghibellini: al 1261 viene datato il primo spargimento di sangue fraterno nella città di Asti che iniziava così il suo declino.
Nel 1268 Guglielmo VII Lungaspada, Marchese del Monferrato, sconfisse gli Astesi e rientrò in possesso di numerosi feudi.
La seconda metà del secolo XIII è caratterizzata dal lungo conflitto che oppose Asti a Carlo d'Angiò, principe di Provenza, il quale si era impadronito di parte della Liguria e intendeva espandersi nel Piemonte meridionale.
Con l'angioino si schierarono molti dei nemici di Asti: in particolare Alba e i Garetti di Ferrere; Guglielmo VII scelse invece di guidare un'alleanza con gli Astesi contro quello che appariva un nemico comune.
Nel 1274 gli Angioini e i loro alleati furono battuti. Nel 1290 un complotto tra Astesi ed Alessandrini eliminò a tradimento Guglielmo VII, che stava diventando troppo potente. La sua scomparsa aprì le porte del Piemonte ai Visconti, come tutori dell'erede quindicenne Giovanni.
 
Nel 1305, morto Giovanni I senza figli, inizia in Monferrato l'era dei Paleologi con Teodoro I, figlio di Iolanda, sorella di Giovanni, sposa di Andronico Paleologo, imperatore d'oriente.
Asti era ormai in preda al conflitto civile: i Guelfi erano guidati dai Solaro, che si appoggiano a Roberto d'Angiò; i Ghibellini facevano capo alla Consorteria dei "De Castello", sostenuti dal Marchese del Monferrato e da Enrico VII imperatore.
Fu la guerra civile, che taluni storici attribuiscono più ad invidia tra le ricche famiglie che non a reali divergenze politiche, a por fine alla Repubblica astigiana: nel 1314 gli Astesi guelfi consegnarono la città a Roberto d'Angiò. Dopo una breve parentesi in cui i fuorusciti Ghibellini riuscirono ad insediare Giovanni II del Monferrato come Signore di Asti, nel 1341 i Solaro sottomisero definitivamente la città a Luchino Visconti. Il conflitto coinvolgeva ormai tutto il Piemonte, che ne subì gravi conseguenze per tutta la parte centrale del secolo XIV.