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Andar per Colline

Il Monferrato Astigiano ti offre una esperienza davvero unica:
quella di "scendere in collina" dove di solito - sembra ovvio - si sale…

Le infinite modulazioni del paesaggio naturale e agrario, della vegetazione, dei colori, delle stesse forme delle colline hanno consentito di definire sei aree omogenee le cui denominazioni trovi qui a fianco: ti invitiamo ad una breve visita... se vorrai... potrai farti accompagnare dalla nostra audioguida…


Qui cerchiamo di raccontarti in poche parole come si sono formate queste colline a cui effettivamente “si scende” provenendo dal Pianalto che circonda Torino e si stende fino alle Alpi.

Fino a quasi cinquemilioni di anni fa il Piemonte centro-meridionale era ricoperto da un mare che formava il "Bacino Pliocenico Astigiano"… era un'ampia insenatura delimitata a sud dalle Langhe, ad ovest dalle Alpi, a nord da una bassa isola che ha dato origine alle attuali Colline del Po; questa specie di golfo si apriva a oriente verso il mare padano.

Con il passare del tempo, a causa dell'accumulo di sedimenti e del ritiro del mare per il sollevamento  dei fondali, la profondità  del bacino diminuì. Ovunque si depositarono materiali portati dai torrenti che scendevano dai rilievi collinari circostanti.

Nella zona centrale del bacino, più profonda, si deposero le Argille Azzurre che oggi a volte emergono nel fondo delle valli e negli alvei dei fiumi; più vicino alle coste invece si accumularono depositi sabbiosi come le “sabbie gialle” dette di Asti.

L’antico ambiente marino, di cui puoi trovare ricche testimonianze nel Museo Paleontologico di Asti, è documentato sopratutto dalla Riserva Naturale Speciale della Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, ben nota a livello internazionale… ma emergenze fossilifere e paleontologiche sono presenti un po’ ovunque. Devi sapere che, oltre alle conchiglie sono stati ritrovati anche resti scheletrici di vertebrati marini, balenottere e delfini. L’insieme dei depositi è indicato internazionalmente con il nome di “Villafranchiano”, (termine che  deriva da Villafranca d'Asti).

Nella stessa epoca nelle praterie e nei boschi che popolavano le terre emerse vivevano elefanti, iene, rinoceronti e buoi selvatici.  Poi venne il cosiddetto “quaternario”, in cui il clima subì il generale raffreddamento che segnò l'inizio delle "ere  glaciali". Cominciarono ad alternarsi fasi più fredde, in cui sulle Alpi si formarono enormi ghiacciai estesi lungo le valli principali fino alla pianura, e fasi più tiepide in cui i ghiacciai si scioglievano dando origine a numerosissimi torrenti.

E’ in questo periodo che si forma il Monferrato Astigiano, per la forza congiunta di due grandi fenomeni.

Il primo è la cosiddetta “Cattura del Tanaro”.

In quel tempo il Fiume Tanaro proseguiva il suo percorso verso NW ed andava a confluire nel Po all’incirca all’altezza dell’attuale Carignano.

Poi il Bacino Astigiano fu soggetto ad un sollevamento per effetto di spinte tettoniche verticali ed emerse dal mare, che si ritirò verso la Val padana, mentre l'area dell'attuale piana alessandrina formò una  specie di enorme conca.

I corsi d'acqua che drenavano la fascia orientale del Bacino (l’attuale Roero) e di qui confluivano nell'Alessandrino, cominciarono ad erodere intensamente scavando valli profonde e propagando l'incisione dei teneri terreni sedimentari sempre più a monte per quel fenomeno detto erosione regressiva. Uno dei corsi d'acqua arretrò la sua testata sino all'altezza di Bra, invadendo  così il primitivo bacino del Tanaro, che ne fu "catturato", deviò nella nuova valle e si diresse verso la piana di Alessandria assumendo così l'andamento che ha ancora oggi.

Da qui comincia il secondo grande fenomeno geologico: l’erosione delle valli e il “formarsi” delle colline.

Devi sapere che la piana di Alessandria è posta ad una quota inferiore di 150 m rispetto a quella del Pianalto del Po. I corsi d'acqua appena deviati e che ormai confluivano nella nuova valle del Tanaro, innescarono intensi fenomeni erosivi anche nei torrenti tributari, che di conseguenza aumentarono notevolmente l’incisione  delle loro vallate, e rimodellarono l’intero paesaggio astigiano così come lo possiamo vedere oggi: ecco come si sono formate le nostre colline, generate dallo scavo dei torrenti, scolpite per “levare”, come diceva Michelangelo, colline a cui si può ben dire che  si “scende” dal Pianalto.