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Da Leader II a Leader 2007-2013

LeaderII
Le origini del GAL BMA sono segnate in modo forte dalla nascita di un’idea di Sviluppo Turistico Sostenibile di un territorio che negli anni ’90 era ancora ben lungi dall’averne interiorizzato le potenzialità socio-economiche e che in questi ultimi 10 anni ha visto l’emergere di fenomeni (interessi, investimenti, movimenti) allora imprevedibili.


Leader II coinvolgeva un primo piccolo nucleo del territorio attualmente inserito in Leader+: 25 Comuni disposti a corona intorno al capoluogo di provincia, e pertanto capaci di interessare indirettamente l’intero Monferrato Astigiano; ciascun settore interno prolungava una sua influenza sul corrispondente settore esterno, anche se i Comuni in essi contenuti non potevano direttamente beneficiare dei finanziamenti Leader.
Ed è proprio in questa prospettiva strategica  che erano stati concepiti e poi sono stati attuati gli interventi specifici del settore turistico: interventi mirati innanzitutto a dare visibilità al G.A.L, inserendosi in eventi già esistenti con il proposito di riqualificarli, di dare loro un contenuto culturale più “alto”.
Esemplare è da considerarsi, tra gli altri, il Progetto “I sentieri delle Feste” che aveva in sintesi i seguenti obiettivi:
  • creare una base conoscitiva delle tradizioni locali legate alla Festa, in tutte le sue implicazioni religiose e della cultura rurale;
  • trarre spunto da tali tradizioni, dai loro contenuti più profondi, più condivisi, per creare “spettacoli-eventi” (il termine spettacolo è stato utilizzato nella sua accezione più ampia) capaci di polarizzare intorno ad un recupero della tradizione (recupero inteso come rivisitazione “alta”) il tempo della Festa;
  • utilizzare l’occasione così creata per far conoscere a paesi distanti tra loro i rispettivi prodotti enogastronomici di eccellenza (a tale scopo è stata allestita una struttura itinerante).
Si trattava di avviare e consolidare le basi di quella identità di area che appariva necessaria sia per un buon risultato Leader, sia per la definizione (in termini socio-economici e culturali) di quel “Monferrato Astigiano” che allora appariva come una potenzialità ricca di sviluppi futuri, ma che non esisteva se non nella storia, nella cultura, nelle tradizioni, disperso nell’identità forte ed eccessivamente ed orgogliosamente autoreferenziale di circa settanta piccoli Comuni, tutti derivati da piccoli feudi di origine medioevale.
Il risultato più importante è stato la realizzazione, da parte delle Pro Loco (coinvolte ovviamente in prima persona a livello organizzativo e promozionale), ma anche dei Comuni, di uno “scatto” culturale verso un “plus” che si è rivelato acquisito in modo definitivo, senza possibilità di “ritorno” a modelli di comportamento, di “presentazione” e gestione delle iniziative che si erano irrigiditi su immagini vecchie, aderenti agli aspetti più deteriori della “ruralità”, incapaci di riproporsi ai giovani senza perderne i contenuti originali e di fondo, incapaci altresì di proporsi come stimolanti ai “visitatori” (turisti) che sempre più numerosi cominciavano a subire il fascino di quest’area “vergine” non ancora toccata dai fenomeni che andavano caratterizzando la Langa.
Si è così preparato il terreno per LEADER+, per un altro intervento “esemplare”: il progetto “Ritorno alla Fiera”.
Ciò che è stato perseguito anche con i bandi nel settore agricolo. Al di là degli investimenti specifici di settore, grande interesse ha suscitato la possibilità di realizzare punti di vendita diretta al pubblico da parte delle Aziende più evolute, avviate nella direzione strategica che avrebbe caratterizzato LEADER+: la realizzazione di filiere corte mirate al rapporto diretto con il consumatore- visitatore, dotate pertanto di quei caratteri di verifica e tracciabilità del prodotto che si pone come obiettivo di fondo di quest’area.

 
LEADER+ ha indicato nel “Prodotto Turismo” il prodotto strategico in cui vengono a confluire, per una ulteriore definitiva valorizzazione, tutti gli interventi mirati al recupero e alla valorizzazione degli altri Prodotti di un’Area rurale: Prodotti dell’Agricoltura, Prodotti dell’Artigianato, Prodotti della Cultura intesa in senso lato. Ne è derivato che tutti gli interventi programmati, in misura minore, indiretta, o in misura maggiore (diretta) hanno valenze che ineriscono il settore turistico.
In ambito agricolo si è inteso consolidare le filiere corte relative ai prodotti considerati trainanti (vino di nicchia, carne bovina, salumi tradizionali, nocciola) con particolare interesse alla commercializzazione diretta e al rapporto con agriturismi e ristoranti in modo da dare e valorizzare la connotazione territoriale dei prodotti stessi: viene avviato in tal modo un processo mirato a rendere il prodotto agricolo e dell’artigianato agroalimentare una vera e propria risorsa attrattiva del territorio, capace di integrare le risorse ambientali (cui i prodotti sono sempre più collegati direttamente) culturali e artistiche.
L’”andar per colline” potrà essere arricchito da profumi e sapori connessi ad un particolare luogo o paese.
In ambito artigianale l’intervento di riferimento è stata la creazione e l’allestimento di uno showroom dell’artigianato tradizionale dell’area, situato in un punto strategico di accesso al Monferrato Astigiano (nei pressi dell’ingresso-uscita autostradale di Villanova d’Asti).
Qui verranno presentati, accolti in un sito accessibile da adeguata postazione informatizzata, le aziende operanti sul territorio e i loro prodotti (di cui una campionatura verrà accolta in una sorta di mostra permanente) suddivise per settore e per paese, individuabili anche logisticamente tramite segnalazione sulle planimetrie dei singoli Comuni.
Il luogo ha ospitato ed ospiterà laboratori artigianali aperti a tutte le fasce di popolazione, ai residenti di seconde case, ai turisti stanziali, e mirati a far conoscere (e praticare direttamente) quei “mestieri di nicchia” che ancora sopravvivono in funzione di una persistente domanda di manufatti e di un saper fare non legati al trend del momento, ma da sempre dotati di fascino.
In ambito culturale si può affermare che tutti gli intervanti (immateriali e materiali) si collocano nella direzione del coordinamento, del recupero, della valorizzazione delle risorse dell’area, fino alla vera e propria creazione di nuovi punti museali/ecomuseali.
Lo stesso studio (seguito da bando) sulle tipologie-tipicità insediative ed architettoniche è mirato a elaborare uno strumento basilare sia per il conseguimento di una sempre maggiore omogeneità degli interventi, sia per la conoscenza e definizione di quella che è da considerare la principale e più diffusa risorsa attrattiva: gli stessi insediamenti, con la loro storia, le forme urbane, i castelli, le chiese barocche, le piazze, le scalee, e tutti quei manufatti che sono il frutto di una sapienza antica, di una irripetibile armonia collettiva.
Direttamente mirati a coordinare-favorire la fruizione del territorio sono interventi piccoli ma fondamentali come la creazione di un CD-ROM promozionale e di una audioguida “territoriale”.
Anche gli interventi del settore ambientale, se pure mirati innanzitutto a creare i presupposti culturali per una rinnovata e sempre più articolata attenzione nei confronti di una natura sostanzialmente intatta e suggestiva, sono in ultima analisi finalizzati a favorirne la conoscenza e la fruizione integrata.
Specificamente rivolti al settore turistico sono i finanziamenti messi a bando per una riqualificazione dell’offerta: all’incremento quantitativo di strutture ricettive favorito da Leader II era giunto il momento, storicamente opportuno, di collegare una crescita di sensibilità nei confronti del miglioramento qualitativo.
Una offerta diffusa sul territorio e dotata di standard ottimali in relazione alle richieste di una domanda evoluta, capace di apprezzare i luoghi e lo stile dell’ospitalità, è l’obiettivo primario per consolidare l’impianto strategico di base: il petit tour è reso tale da un insieme di componenti in cui l’ospitalità a tutti i livelli gioca un ruolo fondamentale.
Si va “per colline”, invogliati a scoprirne gli infiniti segreti, se ci si può riposare in luoghi che rimandano alla loro bellezza, alla tradizione che si respira ovunque, se il cibo proposto è spontaneamente, naturalmente radicato nell’aria che si respira, nei colori e profumi diffusi in essa.
Sopratutto a questo scopo è stata creata una struttura per l’incoming, con l’intento di selezionare e implicitamente fornire modelli di ospitalità oltre che per creare “modelli di fruizione integrata”.
Infine, a rappresentare l’intero impianto strategico che vede il settore turistico come un grande fiume in cui necessariamente confluiscono tutti i torrenti cui si è data una sorgente, il Progetto “Ritorno alla Fiera” la cui attuazione ha indicato stimoli e conseguito risultati di gran lunga più ampi e articolati degli obiettivi individuati a monte: nel recupero delle otto fiere secolari, che negli ultimi decenni si erano andate spegnendo in parallelo ad un affievolimento dell’identità collettiva dei singoli paesi e del territorio tutto, viene rappresentata la totale e viva e concreta integrazione di tutti i settori socio-economici e culturali.